ABC rafforza l’impegno accanto ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, integrando supporto psicologico, volontariato e attività creative per trasformare il ricovero in un’esperienza meno traumatica e più ricca di relazioni.
Ogni ricovero in chirurgia pediatrica rappresenta una prova importante non solo per il bambino, ma anche per tutta la sua famiglia. Paure, attese, incertezze e cambiamenti improvvisi accompagnano un percorso che va ben oltre l’intervento chirurgico. Per questo ABC porta avanti un modello di cura che mette al centro anche il benessere emotivo e relazionale, affiancando alle cure sanitarie un sostegno costante per i piccoli pazienti e per chi li accompagna.
Il progetto
Il progetto nasce dall’esperienza maturata negli anni all’interno del reparto chirurgico dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, dove ABC è presente quotidianamente accanto ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Le attività, già sperimentate con risultati positivi, hanno dimostrato come un approccio integrato possa aiutare bambini e genitori ad affrontare con maggiore serenità il ricovero, riducendo i vissuti di ansia e solitudine e rafforzando le risorse emotive dell’intero nucleo familiare.
Al centro dell’intervento c’è l’accompagnamento psicologico, garantito dalle psicologhe di ABC, che seguono bambini, genitori e caregiver durante tutte le fasi del percorso ospedaliero: dalla preparazione all’intervento fino alla degenza e al rientro a casa. Attraverso l’ascolto, il contenimento emotivo e attività pensate per i più piccoli, le professioniste aiutano le famiglie a dare significato all’esperienza della malattia e a viverla con maggiore consapevolezza.
Per i bambini, in particolare, il gioco diventa uno strumento fondamentale. I pupazzi ABC, che rappresentano medici, infermieri, volontari e piccoli pazienti, permettono di spiegare in modo semplice ciò che accade in ospedale, favorendo l’espressione delle emozioni e la comprensione delle cure. Un linguaggio vicino ai bambini che rende più accessibile anche ciò che può fare paura.
Accanto alle figure professionali operano ogni giorno i volontari ABC “Magliette Rosse”, una presenza costante e familiare nel reparto. Attraverso attività ludiche, letture, laboratori creativi e momenti di condivisione, contribuiscono a rendere l’ambiente ospedaliero più accogliente e sereno. La loro presenza offre inoltre ai genitori la possibilità di ritagliarsi qualche momento di riposo, sapendo che i propri figli sono accompagnati da volontari preparati e attenti.
Tra le attività più significative trova spazio anche la realizzazione di pupazzi personalizzati, creati a partire dai disegni dei bambini. Ogni pupazzo nasce dalla fantasia di un piccolo paziente e diventa un compagno di viaggio nel percorso chirurgico: uno strumento capace di dare forma alle emozioni, trasformando paure e speranze in un racconto che aiuta ad affrontare il ricovero con maggiore fiducia.
Nel corso dei dodici mesi di progetto, si prevede di raggiungere circa 2.000 bambini ricoverati tra degenze ordinarie e day hospital grazie alla presenza quotidiana delle psicologhe e dei volontari. Tra questi, 250 bambini riceveranno un accompagnamento psicologico più strutturato insieme alle loro famiglie, coinvolgendo complessivamente circa 500 genitori e caregiver.
L’obiettivo è consolidare un modello di cura che riconosce il valore della relazione, dell’ascolto e del sostegno emotivo come parte integrante del percorso ospedaliero. Perché ogni bambino possa sentirsi accolto non solo come paziente, ma come persona, e ogni famiglia possa affrontare il ricovero con la consapevolezza di non essere sola.
Destinare l’8x1000 alla Chiesa Valdese significa dare un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno.
Grazie a questa scelta, oggi possiamo dire di essere ancora più vicini a tante famiglie che affrontano un momento difficile con coraggio e speranza.
Per conoscere meglio l’8×1000 della Chiesa Valdese e gli altri progetti sostenuti: www.ottopermillevaldese.org