L’estate, il tempo di ascoltarsi

Quando rallentare può aiutarci a guardarci con più gentilezza.
Di Angela Camelio, Psicoterapeuta di ABC Bambini Chirurgici

L’estate arriva spesso accompagnata da un’idea di leggerezza. Le giornate cambiano ritmo, gli impegni si allentano e, almeno per qualcuno, c’è finalmente il tempo di fermarsi.

Proprio quando rallentiamo, però, possiamo accorgerci di qualcosa che durante l’anno passa spesso in secondo piano. Tra un impegno e l’altro non sempre ci concediamo il tempo per ascoltare davvero come stiamo. L’estate può offrirci proprio questa occasione.

Le risorse che scopriamo dentro di noi

Nel mio lavoro di psicoterapeuta di ABC, accanto alle famiglie dei bambini ricoverati nel reparto di Chirurgia Pediatrica dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, ho imparato quanto anche i momenti più delicati possano insegnarci qualcosa.

Ogni giorno incontro genitori che affrontano momenti di grande incertezza e bambini che seguono percorsi di cura complessi. Osservando le loro storie, ho scoperto che proprio nelle difficoltà possono emergere risorse e una forza che spesso non immaginiamo di avere.

Ogni esperienza ci cambia un po’ e diventa parte della nostra storia. L’estate, con i suoi ritmi più lenti, può regalarci il tempo per fermarci, guardarci con più gentilezza e riconoscere il cammino che abbiamo fatto.

Il corpo racconta chi siamo

Questa riflessione cambia anche il modo in cui possiamo guardare al nostro corpo.

L’estate ci mette spesso davanti al desiderio di apparire perfetti. Ci confrontiamo con immagini e modelli che sembrano suggerire come dovremmo essere.

L’esperienza in reparto, però, mi ha insegnato a guardare il corpo con occhi diversi. Racconta la nostra storia e porta con sé tutto ciò che abbiamo vissuto.

Ogni cicatrice che incontro sulla pelle dei bambini racconta un percorso affrontato, una cura ricevuta, una prova superata. È il segno di un cammino fatto con coraggio.

Anche il nostro corpo racconta la storia delle esperienze che abbiamo vissuto, dei cambiamenti affrontati e della cura che abbiamo ricevuto e imparato a dedicare anche a noi stessi.

Lasciare spazio all’imprevisto

Forse vale la pena domandarsi cosa succede quando cerchiamo di rincorrere un’idea di perfezione, che riguardi il nostro aspetto, le nostre giornate o persino la vacanza ideale.

Quando proviamo a programmare tutto, rischiamo di lasciare poco spazio alle sorprese e a ciò che possiamo scoprire di noi stessi.

La vita è fatta anche di cambi di programma, piccoli imprevisti e momenti di stanchezza. Imparare ad accoglierli può aiutarci a vivere questo tempo con maggiore serenità.

Forse il bello dell’estate sta anche in questo: concederci di rallentare, senza pretendere che ogni cosa sia perfetta.

Un augurio per questa estate

L’augurio è quello di concedervi una pausa autentica.

Un tempo per rallentare, ascoltarvi e guardarvi con la stessa cura che avreste per un bambino che sta imparando a camminare: con pazienza, fiducia e la consapevolezza che ogni passo, anche il più incerto, aiuta a crescere.

Perché, a volte, è proprio quando ci concediamo di rallentare che riscopriamo ciò che conta davvero.